La schiena dei genitori a rischio traumi

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Crescere un figlio? Una vera faticaccia, almeno per quanto riguarda la schiena di mamma e papà.

Sin dalla nascita, quando il piccolo chiede di essere tenuto spesso in braccio, fino ai primi passi, quando mamma e papà devono trascorrere intere giornate chini, a sorreggere i movimenti incerti dei bambini, la colonna vertebrale è a rischio traumi.

Secondo uno studio dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons, i genitori (e soprattutto le mamme) sollevano i figli circa 50 volte al giorno. Un vero esercizio fisico, considerato il peso del piccolo che, dai pochi chili dei primi mesi, può superare i 15 chili al secondo anno d’età.

Come proteggere la schiena dei genitori, senza rinunciare al piacere di coccolare il piccolo?

Ecco qualche consiglio per vivere la vita di genitori, senza troppi traumi!

1. Esercizi fisici per rinforzare la schiena

Una schiena più allenata è una schiena più elastica e preparata agli sforzi. Durante la gravidanza, in maniera molto light e sempre controllata dal medico, e dopo il parto, dedicatevi ad esercizi mirati a rinforzare la colonna vertebrale, sfruttando, ad esempio, la leggerezza dell’acqua. Nuoto libero, aquagym e tante altre discipline da praticare in piscina sono ideali per un corpo tonico e resistente.

2. Attenzione ai chili di troppo

Essere in sovrappeso significa portare a spasso, ogni giorno, una zavorra molto pesante per l’intero apparato muscolo scheletrico. I chili di troppo possono dunque mettere a dura prova la struttura della schiena, lesionandola ed infiammandola. Tenete sotto controllo il peso, favorendo un’alimentazione equilibrata: sarete subito più leggere e scattanti, pronte per sollevare il vostro piccolo!

3. Ginocchia piegate e attenzione alle torsioni delle braccia!

Anche la posizione nella quale si solleva il bambini è importante per salvaguardare braccia e torace. Abbiate cura di piegare sempre le ginocchia quando state per sollevare il piccolo, per fare leva sulle gambe senza sovraccaricare la schiena, e di stringere il piccolo sin dalle prime fasi del sollevamento, senza iper-tendere le braccia e incorrere in strappi muscolari.

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