Non sarò mai come i miei genitori

Quante volte avete pensato o detto questa frase? “Io non sarò mai come mia madre e mio padre, mai come i miei genitori“. Durante l’adolescenza l’ho urlata talmente forte, con così tanta convinzione, da averne quasi paura.

Poi, per un lungo periodo me ne sono dimenticata anche perché, diciamoci la verità, il periodo migliore per fare i figli è quel lasso di tempo che va dall’uscita dall’adolescenza a quando si diventa genitori a nostra volta e io, in quel periodo ho pensato a fare la figlia e basta. Quindi, l’ho messo via quel pensiero, anche perché davvero non pensavo sarei mai diventata madre.

Quando è successo, ci ho messo un po’ ad adattare la mia vita, e soprattutto i miei pensieri, alla genitorialità: nei primi anni di vita di mio figlio è stato tutto talmente veloce e complicato che non mi sono mai fermata davvero per chiedermi che tipo di madre volessi (o sapessi) essere.

Poi, l’altro giorno mi sono trasformata, all’improvviso, in mia madre comportandomi con mio figlio in un modo che non mi piace, facendolo sentire in colpa per qualcosa che, essendo un bambino, non può né capire né evitare. L’ho fatto e subito mi sono resa conta di quello che stavo facendo, ma non l’ho evitato quasi come se non conoscessi altra via.

Che è in parte quello che penso. Introiettiamo un modello, che è quello dei nostri genitori: a volte lo giudichiamo perfetto, a volte sbagliato ma difficilmente, senza sforzi e sacrifici, saremo portati a fare diversamente. Come inclinazione, intendo.

Però, se pensiamo di non voler essere quel genitore lì, giusto o sbagliato non sta a me dirlo perché il giusto e lo sbagliato in assoluto quando si parla di figli non esiste, si può tornare suoi nostri passi. E la prossima volta, fermarsi un attimo prima.

Io ho chiesto scusa a mio figlio, ora devo perdonarmi io.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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