Svezzamento: le linee guida del Ministero della Salute

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Qualche tempo fa ha fatto molto discutere un articolo che abbiamo pubblicato e che aveva come protagonista l’ex velina Elisabetta Canalis e lo svezzamento della sua piccola Skyler. Si è instaurata una lunga conversazione tra voi lettrici sul come e sul quando fosse il caso si svezzare i bambini.

Siamo andate a cercare le linee guida del Ministero della salute e abbiamo qui riassunto i concetti più importanti.

Eccoli per voi.

Quando iniziare lo svezzamento?

Il bambino va svezzato a partire dal sesto mese di vita, perché ormai il latte materno (esclusivo) non è più sufficiente per la sua crescita.

A questo punto si può cominciare con il divezzamento, ovvero l’aggiunta di cibi semi-solidi e poi solidi. A sei mesi il bambino è pronto anche da un punto di vista motorio.

Svezzamento e allattamento al seno 

Si può tranquillamente continuare ad allattare al seno anche durante il divezzamento, magari fino al secondo anno, come suggerito (SUGGERITO, NON SI OBBLIGA NESSUNO) dall’OMS. Stessa cosa vale per la somministrazione di latte dal biberon.

Perché è importante lo svezzamento?

Al di là dell’apporto nutrizionale, è importante perché rappresenta un momento di crescita fondamentale per il piccolo, che affronta esperienze nuove a livello di gusto e olfatto.

In che ordine vanno inseriti gli alimenti?

Ecco i primi cibi che si possono somministrare: vegetali cotti e tritati come patate, carote, banana o pera o mela grattugiata, crema di riso messa nel latte e successivamente carboidrati come riso, mais, porridge, akamu, tapioca, yucca, proteine (senza eccedere): montone, agnello, pollo, manzo, pesce capretto, maiale.

Da evitare: lo zucchero, il sale, il miele che può contenere botulino, gli alimenti a ridotto contenuto di grassi. Per alcuni cibi, come l’uovo o certe tipologie di frutta, è il caso di attendere l’anno di età.

Svezzamento se allattate artificialmente

In questo caso non è necessario aggiungere biscotti e creme nei primi mesi di vita. Anche in questo caso sarebbe meglio aspettare il 6° mese.

Per eventuali criticità legate alla crescita del bambino e se indicato dal pediatra, si può provvedere ad uno svezzamenti più precoce, ma mai prima del quarto mese di vita.

23 comments

  1. Pa Melina 5 febbraio, 2016 at 13:02 Rispondi

    Assolutamente. . L’uovo agli 8 compiuti e solo il tuorlo.
    Poi ci sono pediatri che non seguono queste linee guida e fanno fare diversamente con buoni risultati ma l’oms raccomanda diversamente

  2. Marilena Zappalà 5 febbraio, 2016 at 14:41 Rispondi

    I miei figli non hanno mai voluto pappe … come dargli torto? Così ho gettato le tabelle della pediatra e man mano che capitava tra i 7 e i 9 mesi gli ho fatto assaggiare di tutto compresi uova, kiwi, fragole, ogni tipo di verdura e ortaggio purché di loro gradimento.

  3. arla 26 novembre, 2016 at 15:59 Rispondi

    io ho sentito (dal pediatra del corso pre-parto) di studi che raccomandano di approfittare di una particolare predisposizione della mucosa dello stomaco che permane fino agli 8 mesi e che consente di sviluppare una particolare resistenza alle intolleranze a tutti gli alimenti assunti in quel periodo (a quanto ho capito io).
    Perciò, dai 6 agli 8 mesi è raccomandato di far provare tutto: addirittura lui ha detto di aver dato la trippa(!)…..il tutto, riducendo opportunamente l’alimento per consentirne l’ingestione agevole e sicura e senza aggiungere zucchero e sale,
    Forse la cosa può essere connessa a questo recente studio norvegese:
    http://www.bimbisaniebelli.it/neonato/svezzamento/contro-la-celiachia-pappa-senza-glutine-non-oltre-il-sesto-mese-93878

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