Vantaggi e svantaggi per il bambino che frequenta il nido

asilo nido svantaggi

La vita quotidiana sta diventando sempre più frenetica e la crisi economica mette molte mamme e papà nelle condizioni di dover portare a casa due stipendi per il mantenimento della famiglia e quindi rientrare subito a lavoro. A farne le spese sono senza dubbio il tempo dedicato a casa e ai figli, che viene ridotto in modo rilevante.

Pro e contro del mandare il bambino all'asilo nido

L'asilo nido rappresenta in modo sempre più diffuso un supporto importante, sopratutto quando i bambini non possono essere lasciati alle cure di una babysitter o dei nonni. Sono moltissimi i vantaggi degli asili nidi e gli effetti benefici sullo sviluppo del bambino, la sua capacità di interagire con gli altri e socializzare, ma a tutti questi pregi si affiancano dei difetti che le mamme devono conoscere per poter scegliere in modo obiettivo se mandare o meno il loro figlio all'asilo nido.

Incompatibilità di orari

Essendo una struttura educativa, l'asilo nido ha degli orari da rispettare, com'è giusto che sia. Se ciò che spinge mamma e papà ad affidare il bambino a un asilo nido è proprio la mancanza di tempo a causa di una vita lavorativa intensa, può capitare che anche gli orari della struttura rappresentino un ostacolo. Dal momento in cui per i genitori diventa impossibile o troppo complicato rispettare questi orari, questo dettaglio va preso in considerazione come uno svantaggio.

La vicinanza e il contatto con la famiglia

In un ambiente variegato e stimolante come l'asilo nido, il bambino ha a disposizione numerosi mezzi e incitamenti per accrescere le proprie facoltà mentali, motorie e comportamentali, imparando a rapportarsi con gli altri bambini, a condividere e ad ascoltare gli insegnamenti delle maestre, ma è altresì vero che la prima forma di educazione di un bambino, soprattutto se molto piccolo, dev'essere la famiglia.

Il bambino ha bisogno di stare con la propria mamma e il proprio papà per riceverne amore, affetto, insegnamento, regole e avviamento alla vita. Per questo, se c'è comunque necessità di usufruire di un servizio utile come il nido, è preferibile farlo per poche ore. In caso contrario, la lontananza dalla famiglia può rappresentare uno svantaggio.

Il distacco da mamma e papà

L'asilo nido è un modo utile per insegnare al bambino a non sviluppare forme di dipendenza e a saper considerare altre realtà stimolanti, oltre alla propria casa. Allo stesso modo, il bambino può vivere in modo molto negativo questa prima forma di distacco, impossibile da spiegare o giustificare a un piccino in tenerissima età. Con la pazienza e la perseveranza, il bambino risentirà di questa forma di distacco in modo sempre più lieve, abituandosi presto alla realtà dell'asilo nido e alla mancanza dei genitori, ma per alcuni genitori anche questo punto può essere uno svantaggio di cui tenere conto.

Metodi educativi a contrasto

Come in tutte le realtà, molte maestre ed educatori che lavorano presso una struttura come l'asilo nido sono preparati, competenti, preparati e affettuosi, altri lo sono molto meno, dimostrando di essere inadatti al ruolo. Altri ancora non mancano della giusta competenza e delle qualificazioni, ma possono avere metodi educativi che sono in contrasto con gli ideali dei genitori. Non tutti i metodi sono uguali, così come a diversi individui corrispondono diverse opinioni, ma per qualcosa di personale come l'affidamento di un bambino è fondamentale che i genitori siano d'accordo con i modi in cui viene impartita un'educazione al piccolo. Se questi trovano difficile accettare le idee degli educatori e i loro metodi, questo punto può senza dubbio rappresentare un enorme svantaggio.

E per finire... Le malattie del bambino

Inevitabilmente la frequentazione da parte del bambino di un ambiente esterno alla casa con altri bambini, porta all'esposizione a germi, virus, forme influenzali e molto altro. Questo è un vantaggio se si pensa a quanto il sistema immunitario del bambino possa rafforzarsi grazie a questa esposizione, cosa che non accade quando lo si tiene ossessivamente lontano da ogni forma di sporcizia o rischio di contagio, ma se il bambino tende ad ammalarsi spesso può portare sicuramente a svantaggi per le mamme.

Infatti, se ricorrono al nido per questioni lavorative, quando il bambino è malato si troveranno sicuramente in difficoltà, costretti a prendere ferie e permessi molto frequentemente, per potersi occupare del piccolo. Se questo annulla la natura di asilo nido come aiuto alla famiglia e rende la struttura una difficoltà aggiuntiva, non può che essere uno svantaggio.

77 comments

  1. Chiara Babocci 2 febbraio, 2018 at 11:17 Rispondi

    Beatrice non va al nido e penso la manderò all’asilo solo l’ultimo anno perché obbligatorio: la scelta è dettata dal fatto che purtroppo sì stanno sentendo troppe maestre che picchiano e insultano i piccoli. Non mi fido. So che sono una minoranza ma finché non metteranno le telecamere il dubbio lo avrò sempre

    • Marina Zagami 2 febbraio, 2018 at 14:41 Rispondi

      Anch’io la pensavo così ma quando viene prescritto da dottori x aiutare il bambino ti assicuro ke serve tanto… noi andiamo in un asilo privato e ci troviamo bene.. maestra davvero bravissima.. e si vede subito se c’e qualkosa ke nn va xke i bambini pur nn parlando alcuni o nn vogliono andare a scuola o la notte hanno incubi… mio figlio di sveglia e prende lo zaino prima del latte… e va a scuola da settembre.. ormai cn tutto quello ke si sente nn c’è da fidarsi di nessuno ma è anche vero ke nn si può fare di tutta l’erba un fascio…

    • Chiara Babocci 2 febbraio, 2018 at 15:49 Rispondi

      Marina Zagami lo so tesoro ma prima che te ne accorgi il bimbo ha subito. Non generalizzo e non voglio demonizzare una categoria ma non mi fido. Quando dovrò la metterò all’asilo. Fino ad allora no.

    • Marina Zagami 2 febbraio, 2018 at 16:22 Rispondi

      Ma certo ognuno è libero di fare ciò che vuole per l’amore di Dio… cmq già in molti asili ci sn le telecamere e nn ti preoc ke tra un po arriverà ke x legge ci saranno in tutte le scuole

    • Elisa Moro 2 febbraio, 2018 at 17:21 Rispondi

      Non è obbligatorio l’ultimo anno di asilo, l’obbligo scolastico parte dalle elementari. E puoi lasciarlo tranquillamente a casa. Ma hai un’idea di cosa significhi per un bambino iniziare ad inserirsi nella società solo a 6 anni? Peraltro in un ambiente dove tutti gli altri hanno imparato le regole della socializzazione già da 3 o più anni? E non mi dire che lo porti al parco o da altre parti perché la vita scolastica è molto diversa dall’andare a giocare al parco, anche se lo fai tutti i giorni. Ci sono asili lager purtroppo ma ci sono molte e molte più strutture meravigliose che fanno crescere bambini sani e felici

    • Chiara Babocci 2 febbraio, 2018 at 17:23 Rispondi

      Elisa Moro qui dove vivo io l’ultimo anno di asilo è obbligatorio in quanto propedeutico per le elementari. Quindi non ci saranno problemi. In ogni caso preferirei qualche difficoltà iniziale a inseritisi piuttosto che un trauma a vita dovuto a botte, minacci e insulti.

    • Elisa Moro 3 febbraio, 2018 at 10:56 Rispondi

      Chiara Babocci propedeutico X le elementari non significa obbligatorio. Per quanto riguarda la mancata socializzazione nella migliore delle ipotesi sarà solo un passo indietro rispetto agli altri ma in tanti casi diventa un problema dove deve serve l’intervento di psicologi e altri specialisti dell’età evolutiva. Fai quello che ti pare ma il tuo mi pare un eccesso di protezione che rischia di fare più danni che benefici e purtroppo so bene di cosa parlo

  2. Paola Lazzari 2 febbraio, 2018 at 11:40 Rispondi

    Lo svantaggio delle malattie prese dai piccoli al nido è veramente invalidante per i genitori ed annulla molti vantaggi positivi secondo me! Bisognerebbe creare due o tre gruppi con meno bambini e cercare di portarli anche all’ esterno della struttura quando il tempo lo permette (se è presente un cortile ad esempio).

  3. Sara Spavaldina Fuso 2 febbraio, 2018 at 11:43 Rispondi

    Io questo iperprotezionismo e paura che i propri figli stiano con altri bambini non lo capirò mai!Si ammalano al nido?E meno male!Vuol dire che il loro sistema immunitario funziona e come si ammalano guariscono!Meglio una Tata?La tata offre stessi stimoli che un nido per spazi e per definizione può offrire ad un bimbo?Non credo proprio!Leviamoci l’armatura da mamme iperprotettrici e lasciamo ai nostri bimbi la magia di entrare nel mondo!!!!

    • Alessia Mammetti 2 febbraio, 2018 at 13:01 Rispondi

      Io invece non capirò mai il perché bisogna portarli x forza… amicizia la fanno lo stesso,non sono stupidi e non parleranno prima come tante voi dicono,se uno sceglie di non portarli saranno anche affari suoi…sempre a mettere bocca e a giudicare chi non li porta…

    • Antonella Riccobene 2 febbraio, 2018 at 13:39 Rispondi

      Grande Sara, condivido in pieno… il mio caso vorrei che fosse di supporto per tutte le mamme, che hanno delle paure, mia figlia va al nido da quando aveva pochi mesi, e’ stata una grande fortuna, trovare il posto giusto pieno di persone fantastiche, adesso che ha appena 2 anni va alle 8:00 e rientra nel pom. e quando mi vede nonostante sia felicissima, continua ancora a giocare, questo asilo x noi e’ stato come avere una seconda famiglia, maestre strepitose, di cui lei e’ innamorata, che dire si ammalano di piu’, ma sono piu’ robusti di quei bimbi che appena mettono il naso fuori hanno subito la bronchite… e poi i bambini devono stare con i bambini… le nonne sono meravigliose, ma loro cercano i coetanei x confrontarsi, x condividere x crescere.

    • Alessia Mammetti 2 febbraio, 2018 at 14:27 Rispondi

      Sara Spavaldina Fuso ma sai leggere? A quanto pare hai qualche problema con la lettura… ho solo scritto che non bisogna giudicare chi non li manda…poi se tu sei contenta del nido sti cazzi ..problemi tuoi… il giudizio lascialo a Cristo….

    • Valentina Pavan 2 febbraio, 2018 at 14:59 Rispondi

      Secondo me, dipende esclusivamente dal bambino.. la mia prima figlia ha fatto l’ultimo anno d nido e sinceramente era più abile a casa… faccio un esempio: le avevo insegnato a mangiare senza fare casini, quando poi è andata ha iniziato a fare troiai pazzeschi.. ovviamente c sono anche tante cose positive.. lei andava sempre volentieri per giocare con i bambini.. altri invece anche dopo mesi era tutto un piangere… per la salute invece il primo anno nn s è mai ammalata nemmeno un giorno..

    • Francy Fra 2 febbraio, 2018 at 16:45 Rispondi

      Io sono una mamma non lavoratrice.Per fortuna posso permettermi di stare a casa, di vederla crescere ogni giorno e di educarla come voglio.Mia figlia ha ora 20 mesi, ha detto “mamma” a 7 mesi e ora parla e si fa capire perfettamente già da diversi mesi.Dice tutto.E’ socievole, simpatica, curiosa e molto affettuosa.Credo che stia imparando molto di più con me di quanto non potrebbe fare al nido.Io sono totalmente dedicata a lei una maestra ha come minimo 5 o 6 bambini da seguire e se uno è più indietro purtroppo devono stare indietro anche gli altri.Conosco suoi coetanei che vanno al nido da quando avevano Pochi mesi e non dicono una parola e non sono socievoli come lei.Dipende sempre dal bambino e dalla famiglia…e’ tutto soggettivo.

    • Cristina Bertolini 2 febbraio, 2018 at 22:07 Rispondi

      Eh certo, i bambini che vanno al nido fanno tutto meglio, fanno tutto prima…Ma fatemi il piacere! Il primo ho potuto tenerlo a casa con me ed è diventato grande lo stesso, ha imparato a fare tutto lo stesso, socializza lo stesso…la seconda dovrò mandarla al nido, ma spero il più tardi possibile!! Il nido è un aiuto x i genitori lavoratori che non hanno la possibilità di tenerli a casa, non è un obbligo mandarli al nido!!!!!! P.s. alcuni bambini che vanno al nido sono alquanto più maleducati di quelli che non ci vanno!

    • Angela Irene Gianfranco 3 febbraio, 2018 at 08:20 Rispondi

      Una mamma spera sempre di avere la possibilità di poter crescere i propri figli
      Ma spesso non si può
      Il Nido e la materna servono esclusivamente a questo
      Perché un bimbo in tenera età ha sopratutto bisogno della mamma e del papà .
      Per entrare nel mondo c’è tempo cara la mia Sara.

  4. Elisa Lella 2 febbraio, 2018 at 12:37 Rispondi

    Io ho mandato mio figlio al
    Nido, ma nn lo manderei più… sempre malato… siamo finiti pure in ospedale… troppo piccoli… d’accordo per la scuola materna, si ammalano lo stesso , ma sono più grandi e dicono cosa gli fa male..

  5. Sara Atré 2 febbraio, 2018 at 13:14 Rispondi

    Beh è un po’ un finto dibattito : se una deve lavorare e non può o non vuole licenziarsi per stare a casa col bimbo e il di lei marito non può o non vuole licenziarsi lui e i nonni non ci sono…. non resta altro che mandare i figli al nido, che piaccia o meno.

  6. Vanessa Cherubino 2 febbraio, 2018 at 13:49 Rispondi

    Io ringrazio Dio di aver mandato mio figlio al nido. è stata un ‘esperienza formativa MERAVIGLIOSA per lui è per noi. Una vera benedizione♡ e’ innegabile si ammalano il primo anno spessissimo ma il secondo va gia meglio e alla materna viviv di rendita…e pazienza a parità va mille volte meglio la socializzazione. Non condivido nessun lato negativo di quelli citati nell’ articolo… ma neanche per sogno…

    • Elena Zito 3 febbraio, 2018 at 08:45 Rispondi

      La penso esattamente come te cara mamma…. Anch’io ho mandato la grande al nido ed ora il piccolino… e come te il primo anno si è ammalata spesso, ora che la grande è all’ultimo anno di materna raramente conosciamo la parola influenza… Io penso che i genitori di oggi si facciano troppe fisime mentali, cose che i nostri genitori non hanno mai fatto, e siamo cresciuti decisamente meglio….

  7. Laura Pavan 2 febbraio, 2018 at 14:35 Rispondi

    L’asilo nido ai bambini fa bene! Sviluppano più empatia ed autonomia…
    I nonni fanno molto ma si parla sempre di un bambino circondato da adulti che vuoi o non vuoi lo portano nel “loro” mondo anziché entrare nel suo..
    E smettiamola di demonizzare le maestre…per poche mele marce (e le mele marce ci sono anche tra i parenti) non possiamo generalizzare su una categoria di persone meravigliosa!

    Ps:mia mamma cioè la nonna é anche una maestra e il modo in cui si approccia al bambino a me piace tanto perché ha tante piccole viste che altre nonne non hanno!

  8. Valentina Rulfi 2 febbraio, 2018 at 15:13 Rispondi

    La questione delle malattie non è da imputare all’andare al nido o meno..
    Se un bimbo ha comunque incontri con altri bambini (corsi, giardinetti, figli di amici ecc) può ugualmente ammalarsi.
    Mio figlio non va al nido ma sta a contatto comunque con altri bambini e spesso capita che se qualcuno ha d esempio tosse e raffreddore le possa passare.. ma allo stesso modo anche gli adulti possono passare virus e batteri ai bambini.. se è questo che fa paura allora chiudiamoli sotto una campana di vetro e non facciamoli uscire fino alla maggiore età

  9. Camilla Bozzetti 2 febbraio, 2018 at 15:46 Rispondi

    Mio figlio è andato 3 mesi al nido..penso che non si sia fatta più di 10 gg di seguito..1 bronchite, 1 gastroenterite e una bella influenza durata 10 gg..due antibiotici.
    Per non parlare di come era diventato: irascibile, sempre triste, piangeva in continuazione, non voleva stare più neanche con i nonni..vomitava di continuo per il nervoso che aveva..alla fine l’ho tolto..
    Dipende da bimbo a bimbo..lui non era pronto per il nido..
    A settembre scuola materna..
    Neanche io ho fatto il nido e non mi sono persa nulla!

  10. Claudia Fronio 2 febbraio, 2018 at 16:05 Rispondi

    Credo che mandarli al nido o meno sia una scelta del tutto soggettiva. Per quanto mi riguarda, se non vi è un motivo valido, quale il lavoro ad esempio, non vedo proprio quale sia la necessità di mandarli all’asilo a pochi mesi di vita. Crescono, parlano, mangiano, interagiscono, collaborano, scoprono e imparano lo stesso. L’importante è che le figure principali, quali padre e madre, siano coscenti dell’impegno e dell’educazione che va impartita loro.
    Io dico sì alla scuola d’infanzia, ma dai 3 anni in su.

    • Cristina Bertolini 2 febbraio, 2018 at 22:40 Rispondi

      Brava!!! Concordo in tutto! Io ho avuto la possibilità di tenere a casa il mio primo e sono super felice della scelta fatta! A gennaio di quest’anno ha cominciato la materna ed è felicissimo..la seconda dovrò mandarla al nido x necessità, ma spero il più tardi possibile!

  11. Stella Sansonna 2 febbraio, 2018 at 16:18 Rispondi

    Mia figlia va al nido da quando ha compiuto un anno, solo 4 ore perché lavoro al mattino, ma dopo l’esperienza positiva che abbiamo vissuto (a parte le malattie, che in un anno e mezzo sono state parecchie e variegate), mi sono davvero pentita di non averci mandato anche il mio primo figlio…attività e giochi sempre diversi, alimentazione varia e aiuto professionale a togliere il pannolino…

  12. Francy Fra 2 febbraio, 2018 at 16:46 Rispondi

    Io sono una mamma non lavoratrice.Per fortuna posso permettermi di stare a casa, di vederla crescere ogni giorno e di educarla come voglio.Mia figlia ha ora 20 mesi, ha detto “mamma” a 7 mesi e ora parla e si fa capire perfettamente già da diversi mesi.Dice tutto.E’ socievole, simpatica, curiosa e molto affettuosa.Credo che stia imparando molto di più con me di quanto non potrebbe fare al nido.Io sono totalmente dedicata a lei una maestra ha come minimo 5 o 6 bambini da seguire e se uno è più indietro purtroppo devono stare indietro anche gli altri.Conosco suoi coetanei che vanno al nido da quando avevano Pochi mesi e non dicono una parola e non sono socievoli come lei.Dipende sempre dal bambino e dalla famiglia…e’ tutto soggettivo.

  13. Veronica Mogavero 2 febbraio, 2018 at 17:03 Rispondi

    Mio figlio va al nido perché noi genitori lavoriamo e lui si trova veramente bene e ha fatto l’inserimento quando aveva 11 mesi e non ha avuto mai nessun problema. Come avete detto voi è vero si ammalano ma si ammalano anche alla scuola materna.

  14. Ilaria Grossi 3 febbraio, 2018 at 08:34 Rispondi

    Io l’ho mandato dai sei mesi ai 10mesi e mi sono trovata benissimo conoscevo il personale nel mio paese quindi pochi bambini al nido .e le persone bravissime. ..poi con dispiacere al decimo mese è stato talmente male che ho dovuto ritirarlo.ha avuto un problema serio. Ma andando al nido così presto danno lo stimolo

  15. Nadia Fogli 3 febbraio, 2018 at 23:33 Rispondi

    È un tema talmente delicato che andrebbe trattato da tutti, mamme in primis, con estremo rispetto verso le scelte altrui, anche quando divergono dalle proprie . Ogni mamma e famiglia decide sulla base di così tante circostanze e motivazioni personali che nessuno può permettersi anche solo di pensare di avere la verità in mano.. figuriamoci poi di esprimerla con i toni accesi e polemici che ho trovato numerosi nei post che mi precedono. Calma.. ogni mamma fa quello che si sente di fare. Punto. Basta giudicare!

  16. Aurora Garofalo 3 febbraio, 2018 at 23:55 Rispondi

    Mia figlia è entrata al nido a 17 mesi… stupidamente l’ho fatto per lei pensando che fosse ora di socializzare… per lei è stato un incubo, piangeva come una pazza Quando la lasciavo, e quando la riprendevo le maestre mi raccontavano che gli altri bimbi le strappavano i giochi di mano e lei poverella subiva sempre… la ritrovavo sempre vicino alle maestre e tutto l’anno è andata così! Era perennemente raffreddata ed ha preso l’otite e il Morbillo. Le maestre stesse mi dicevano che a quell’età sono ancora piccoli per socializzare… quest’anno sta a casa con me perché non lavoro e la vedo molto più rilassata…adesso aspettiamo la materna a settembre(avrà 3 anni e 5 mesi) ma già adesso la vedo più interessata alla presenza di altri bimbi. Se è possibile è meglio non forzare le cose.

  17. Francesca Vastano 5 febbraio, 2018 at 05:59 Rispondi

    Io credo che in una società che ci obbliga ad allontanarli a 3 mesi dalla madre lavoratrice (x chi non può stare a casa con la facoltativa) sia disumano. Poi tanta grazia che esistono queste strutture dove portarli ma personalmente credo che per un bimbo di un anno ci siano molti contro: primo fra tutti (e non lo dico io ma studiosi in materia) nei primi tre anni di vita il bimbo ha bisogno della mamma e anche quando sembra giocare con gli altri bambini in realtà è sempre un gioco individuale perché la vera socializzazione parte dai tre anni, secondo un bimbo che frequenta il nido devo tenere gli orari dello stesso sottoponendolo così già ad elevato stress, soprattutto c quelli che come il mio non dormono ancora di notte in questo momento causa denti e la mattina recuperano un pochino, terzo vengono obbligati a seguire i ns ritmi quando ancora hanno i loro da gestire. Dal mio punto di vista, prima non ero di questa opinione, i nidi ma anche i nonni vanno bene come supporto in questa società che non ci permette di scegliere se e come crescere i ns figli.

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