Bimba morta di malaria: colpa di un ago pungidito

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Il caso della bimba morta di malaria è ancora irrisolto, anche se si fa sempre più strada l'ipotesi di un'infezione proprio all'ospedale di Trento. Si ritiene che la bimba sia stata contagiata da una siringa infetta, ipotesi che nelle ultime ore sta prendendo sempre più quota anche presso gli esperti.

Bimba morta di malaria: l'ipotesi dell'ago pungidito

Il dottor Walter Pasini, direttore del Centro di Travel Medicine and Global Health, sostiene che la piccola Sofia sia stata infettata da un ago pungidito, quindi si tratterebbe di un terribile errore umano. Evidentemente l'ago pungidito, già utilizzato per controllare il sangue di due bambine africane ricoverate in ospedale e malate di malaria, è stato usato anche sulla piccola Sofia. L'ipotesi di zanzare autoctone portatrici del virus della malaria sembra decisamente improbabile.

Il dolore della famiglia

Le indagini proseguono ed i carabinieri del NAS hanno deciso di estendere la ricerca sui casi di malaria in Italia verificatisi negli ultimi due mesi. Intanto la famiglia della povera Sofia ha chiesto ai media di abbassare i riflettori su questa vicenda, e di rispettare il loro dolore. La settimana prossima verrà svolto il funerale della bambina in forma riservata.

28 comments

  1. Sara Rinaldi 11 settembre, 2017 at 18:11 Rispondi

    Aspettavo proprio il capro espiatorio: l’infermiere… questa figura senza quale la sanità collassa ma che è piacevole incolpare di qualsiasi cosa, dal riscaldamento globale alla torta che si è bruciata nel forno! 😡

  2. Laura Martinelli 11 settembre, 2017 at 18:49 Rispondi

    Sembrerebbe allucinante: gli aghi vengono smaltiti all’interno delle camere di isolamento dei pazienti infetti… queste notizie senza fondamento possono solo alimentare confusioni! Perlomeno da noi gli aghi sono addirittura inutilizzabili su altri pazienti in quanto i pungi dito scattano solo una volta e sono rigorosamente monouso! Se fosse vera la notizia andrebbero indagati tutti, direzione inclusa, in quanto i casi di infezioni vengono isolati e creare una camera di isolamento ha delle procedure molto rigide e conosciute da tutti gli operatori sanitari, oss, infermieri, medici e tutto il resto!

  3. Anglide Ithil Quessir 11 settembre, 2017 at 20:12 Rispondi

    Impossibile. Già sullo stesso paziente nn si può usare lo stesso ago sia perché si smussano, sia perché il tutto è smaltito subito. Mai visto prendere il materiale sporco e portato da un altro paziente per riutilizzarlo…È illegale, è scomodo, è pericoloso per sé eper gli altri..

  4. Ery Kat 11 settembre, 2017 at 23:10 Rispondi

    L’altro giorno sono stata attaccata su non ricordo piu quale gruppo perche quando ero in gravidanza mi era successa una cosa analoga…ovvero mi era stato provato il glucosio con questo pungidito con un ago GIA UTILIZZATO! L’infermiere in questione si era preso un cazziatone colossale dal dottore…e io ho vissuto nel terrore fino al prelievo del sangue del mese successivo…. avevo paura di aver contratto qualcosa di brutto ma per fortuna a me è andata bene.

  5. Vale Giardi 12 settembre, 2017 at 12:01 Rispondi

    Vorrei proprio sapere chi scrive queste stronzate! L’unico vettore (ovvero l’unico “mezzo di trasporto”)della malaria è la zanzara! È impossibile che sia stato un ago pungidito che,per altro,è monouso e viene cambiato da paziente a paziente! Basta gettare merda sugli infermieri! E se proprio dovete scrive di qualcosa che non appartiene al vostro “campo di studi” informatevi da chi ne sa! Ignoranti!

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