Charlie Gard: la speranza del professore americano

Charlie Gard cura americana

All’alta corte di Londra si sta ancora decidendo se staccare i macchinari che tengono in vita il piccolo Charlie Gard, di cui in questo periodo stiamo seguendo le vicende con il cuore straziato dal dolore.

La video testimonianza del medico americano

I genitori del piccolo ricoverato al Great Ormond Street Hospital non smettono di lottare per la sua vita. Durante l’udienza di ieri è arrivata anche la video testimonianza del medico americano che potrebbe aiutare il piccolo Charlie. Il medico neurologo sostiene che il bambino potrebbe migliorare la sua condizione di salute con una percentuale che va dal 10 al 50 %. «Non possiamo curare la sua malattia — spiega il medico da New York — ma sono certo che possiamo migliorare le sue funzioni cognitive, anche se non so di quanto. Comunque vale la pena provare».

Sì a una visita a Londra al piccolo Charlie Gard

Dopo la richiesta del giudice, il professore ha dato la sua disponibilità per visitare il bambino direttamente a Londra, senza nessun spostamento. Così, con quest’udienza, la vita del piccolo si allunga di una settimana. La preoccupazione di tutti è dare benessere a Charlie e per questo il giudice, prima di ribaltare la sentenza emessa ad aprile, vorrebbe essere sicuro, ricevere nuove prove mediche sulla possibilità di aiutarlo con la cura richiesta dai genitori. 

24 comments

  1. Ambra Cuomo Caricato 14 luglio, 2017 at 11:59 Rispondi

    Non so se vorrei che mio figlio diventasse una “cavia”…è anche vero che un.genitore.ha diritto di poter tentare tutto…
    Certo che pensare che il proprio.figlio.dovrà passare la propria.vita in.stato vegetativo è tristissimo e angosciante.

    • Mary Mari 14 luglio, 2017 at 14:41 Rispondi

      Ci sono genitori che,pur ricevendo in gravidanza la notizia che il.figlio è gravemente malato,decidono di farlo nascere ugualmente per poter donare gli organi. Ogni decisione su questo tema È e DEVE ESSERE strettamente personale e insindacabile. Il solo e unico punto di questa angosciante vicenda è questo.

    • Nicole Picciau 15 luglio, 2017 at 00:08 Rispondi

      In questo caso così disperato io proverei .. se il bambino stesse bene e avesse solo una malattia che momentaneamente non crea disturbo io non lo farei far mai da cavia.. tutto dipende sempre dal “peso” delle situazioni secondo me

  2. Lara Testina 14 luglio, 2017 at 14:41 Rispondi

    Imma Montieri, con rispetto, ma non è il Signore che permette ai macchinari di tenerlo in vita. Sono anni di studi, tecnologia, medicina e sacrifici.
    Se lo avessimo lasciato a Dio, sarebbe morto da tempo.
    Non potete affidarvi a Dio quando vi fa comodo e poi dire di non staccare le macchine!
    Povera creatura, destinata a soffrire e fare una non vita per l’ immenso egoismo dei grandi. Che dolore e pena che sento per lui….

    • Manuela Mambelli 14 luglio, 2017 at 15:08 Rispondi

      Non credo che i genitori di questo bambino siano degli egoisti.. prova solo per un attimo a pensare se sei madre , a vedere le foto di questo piccolo cucciolo e tu avresti il coraggio di staccargli la spina e decretare la sua morte? Io credo che nessuna madre avrebbe questo coraggio perché l amore x il proprio figlio non può contemplare la sua morte..questi genitori hanno tutto il diritto di provare a salvare il loro bambino. Sul fatto che vivrà una vita difficile Ok, ma vivrà con l amore dei propri cari.. e anche questa e’un a scelta coraggiosa e di amore perché tante volte vedo questi genitori con questi bimbi purtroppo malati in carrozzine e mi si stringe il cuore..perche penso all’amore infinito che un genitore prova per il proprio figlio e alla sofferenza che si possa provare a vedere un figlio in quelle condizioni.. ma come può una madre staccare la spina della vita al figli o? E’ una cosa innaturale..

    • Lara Testina 14 luglio, 2017 at 15:16 Rispondi

      Pieno rispetto per la tua opinione che non posso condividere. Una madre non può tollerare di vedere il figlio soffrire e avere una vita di sola sofferenza. Decidere di tenere in vita un figlio solo con le macchine, decidere che non vivrà niente di quello che stanno vivendo i nostri figli, con le gioie e i dolori annessi, per me è egoismo. Lui non vive, vegeta. Comunque questa è la mia opinione per carità è comunque il mio post precedente era diverso, era una risposta a chi fa riferimento a Dio solo quando fa più comodo. Tutto qui

    • Serena Mametti 14 luglio, 2017 at 15:20 Rispondi

      Daccodissimo con Lara Testina…la cura porterà solo altra sofferenza e esperimenti x i medici!!! Purtroppo le complicanze al cervello non lo faranno mai vivere una vita degna..ma vegetale…e soffrendo! In cuor mio spero solo che finisca presto sta storia ma x porre fine a esperimenti e sofferenza di un piccolo angioletto!…

  3. Sabrina Piu 14 luglio, 2017 at 15:42 Rispondi

    Io come mamma sono concordo con Lara Testina è un egoismo in entrambi i casi… se staccano la spina si sentono assassini… se non l’ha staccano sono egoisti perché lo tengono in vita nonostante la sofferenza e una brutta storia… anche perché in questo caso il bimbo restando vegetale a vita farebbe da cavia… E questo che non vogliono i giudici inglesi, che un piccolo esserino sia usato… E io francamente non le do torto!!!!

  4. Elisabetta Fornasier Scarpa 14 luglio, 2017 at 19:35 Rispondi

    L’unica cosa che mi sento di dire è che una scelta del genere è difficilissima. Qualsiasi scelta venga fatta dai genitori sarà una scelta criticata da alcuni e approvata da altri. A volte non abbiamo la decenza di tacere, non sappiamo (e spero di non doverlo scoprire mai) cosa si prova a dover fare una scelta del genere…

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