Come capire e gestire i primi capricci dei bambini

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Per una mamma, una delle tappe più importanti del suo cammino di genitore è capire quando suo figlio piange per un capriccio oppure avverte un malessere che vuole comunicare.

Non è facile distinguere un disagio, un dolore o qualsiasi problema del bambino dal classico vizio di cui sentiamo parlare. Addirittura c’è chi pensa che il capriccio non esista: si tratta di una manifestazione del bambino che intende comunicare ai suoi genitori un suo stato d’animo.

Cerchiamo di capire bene come comportarsi con i bambini e i loro primi capricci e come educarli al rispetto delle regole in famiglia.gestire primi capricci

A che età i primi capricci?

I primi capricci del neonato arrivano dopo l’anno e intorno ai 15 mesi. Il bambino capisce che è un una persona ben distinta e non un’unione della mamma, inizia ad avere carattere e desideri e li manifesta nell’unico modo che conosce: il pianto. In questa fase molto delicata il suo sé è altalenante: da una parte vorrebbe mostrare la sua personalità, essere “autonomo”, dall’altra ha tante paure e ha bisogno della protezione della sua mamma.

Il bambino vive momenti contrapposti: da una parte vuole imporre la sua indipendenza, far capire ai genitori che può decidere lui, dall’altra sa che non può farlo in completa autonomia, non sa come realizzare un suo desiderio e, per questo, vorrebbe a tutti i costi che lo realizzasse chi gli sta vicino, con una pretesa che si trasforma in pianto.

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Come gestire i primi capricci

Si perde la pazienza anche se non si vorrebbe, si ha voglia di cedere e di darla vinta al bambino che strilla da minuti interminabili. Gestire i capricci dei bambini è uno degli impegni più difficili per un genitore, soprattutto agli inizi. Mamma e papà non capiscono se il lamento del figlio dipende da un malessere o se il comportamento dipende dal desiderio di ottenere qualcosa.

In linea generale, per quanto possa essere difficile generalizzare su un argomento del genere, la cosa migliore da fare è tentare di comprendere il bambino. Il bimbo, infatti, non va accontentato perché così smette di piangere, va capito.

Ascoltare le sue esigenze aiuta a conoscerlo, a scoprire i lati del suo carattere, interpretare dei desideri e conoscere da dove dipendono. Se il bambino si sente capito, se si rende conto che dall’altra parte ha un genitore pronto ad avvicinarsi a lui, nel tempo imparerà a gestire le sue emozioni e quindi anche i suoi capricci.

Per questo è importante che mamma e papà non perdano la pazienza davanti alla sua richiesta. Perdere la calma, sbottare con delle urla quando si può dire un NO deciso può far ottenere l’effetto contrario e rendere il bambino inconsapevole dei suoi gesti, non dargli quella responsabilità utile a farlo crescere con serenità. Perché quando si parla di capricci, la serenità ha un ruolo primario.

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Primi capricci dei neonati

Quali sono i primi capricci dei neonati? I veri capricci arrivano dopo i due anni di vita, quelli dei neonati sono più desideri che richiede di soddisfare nell’unico linguaggio che conosce, il pianto o il lamento. Facciamo qualche esempio per capire meglio, a prescindere dall’età. Il bambino si mette a piangere all’improvviso perché vorrebbe un oggetto particolare pur avendolo appena gettato a terra. Piange all’apparenza senza una motivazione valida, stringe i pugni o urla.

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Insomma, educare i bambini a vivere con serenità e manifestare una loro voglia non soltanto con una presa di posizione è una delle cose più difficili da fare per un genitore. Conoscenza del proprio figlio, voglia di ascoltare tutti i suoi segnali e tanto, tanto impegno creano quelle basi solide per rendere un capriccio un momento di crescita, non solo un fastidio da eliminare. 

10 comments

  1. Ambra Cuomo Caricato 31 agosto, 2017 at 12:41 Rispondi

    Io capisco quando si sta impuntando per qualcosa che non può o non.deve fare e piange per la rabbia. Ha quasi due anni. Gli propongo.un’alternativa,una.via di.”fuga” dalla sua rabbia…a volte la accett
    a,e tutto passa,a volte no…e lo lasciamo piangere. Quando smette è come.nulla fosse accaduto. Nel tempo ha capito che I.nostri “no” sono pochi ma immutabili…a volte ci “prova” ,ma per alcune.cose ha capito e non.fa più storie.😊

  2. Anne Kral 31 agosto, 2017 at 14:09 Rispondi

    I bambini piccoli non fanno MAI i capricci!!!! Stanno male, si sentono a disagio ma non sanno come esprimerlo. Noi mamme e papà dobbiamo prenderli in braccio, rassicurarli e parlargli in modo più semplice possibile con tono amorevole. Così si calmano subito, e stanno meglio. Solo gli adulti fanno i capricci per rompere le scatole agli altri!!!

  3. Anne Kral 31 agosto, 2017 at 14:11 Rispondi

    P.s. Un disagio manifestato è anche quando l’educazione è sbagliato. I bambini hanno bisogno dei ‘no’ per crescere. Ma non 1000 no, ma di 10/20 no, che poi i genitori non transigono.

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