Le 3 S di cui sente la mancanza un genitore

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Al di là di tutte le meravigliose nuove cose che l’arrivo di un figlio porta nella tua vita, ce ne sono altre che si riducono, più o meno drasticamente, e che, ripensando al prima, ne senti veramente la mancanza. Ce ne possono essere tante, in base allo stile di vita al quale eri abituato. Secondo me, per la maggioranza, se non per tutti, possono essere ricondotte a 3. Per essere più preciso, sono le 3 S che ti mancano da genitoreSonnoSolitudine e Sesso. L’ordine di importanza lo lascio alle preferenze di ogni mamma e papà.

Sonno

Per i primi anni di vita dei propri figli dormire diventa veramente il sogno proibito di tutti i genitori. Non si arriva a desiderare addirittura un letto, ci si accontenta di una poltrona, un divano, se non perfino di una sediaL’importante è dormire, e tanto.

Il sonno si accorcia, le ore di sonno si riducono in modo rilevante. Inoltre, si spezzetta. E questo è, forse, ancora peggio.

Ogni ora della notte è buona per piangere, avere sete, dover fare o aver fatto la pipì. La mattina presto non è più il momento per rimanere sotto le coperte. Il fine settimana ti ritrovi in piedi per casa alle sette di mattina. Guardi fuori dalla finestra e vedi solo il vicino che porta fuori il cane. Fai anche il pensiero che sia fortunato perché poi almeno lo potrà tenere in giardino o, comunque, a casa si metterà a cuccia senza disturbare per il resto della giornata mentre tuo figlio ti sta già tirando i pantaloni del pigiama perché vuole giocare.

E ti viene in mente quando, con una certa superiorità, avevi commentato una pubblicità vista in televisione dicendo “Ma come si fa a programmare i cartoni animati alle 7 di mattina? Siamo pazzi?”    

Solitudine

Una delle prime cose che fai quando tuo figlio inizia a crescere è togliere le chiavi dalle porte. Che non accada mai che rimanga chiuso in una stanza. Dopo pochi mesi pensi: “Magari! Non lui, ma io sì.” Ti rendi conto che non hai più un momento di solitudine, neanche nell'espletamento delle più basilari funzioni.

Se prima in bagno eri abituato a leggere, adesso c’è tuo figlio che ti guarda, ti chiede di leggere a lui qualcosa o addirittura di giocare. Se fai la doccia ti chiede di disegnargli le faccine al vetro del box. Se ti vesti, vuole provare i tuoi vestiti. Se ti sbucci una mela, improvvisamente viene fame anche a lui e ne vuole un pezzo o qualcosa d’altro. Se distratto bevi attaccandoti alla bottiglia, senti una voce che ti riprende dicendo che così non si fa.

Se raccontando qualcosa ti scappa un “acciderbolina”, o giù di lì, la solita vocina ti rimprovera dicendo che non si dicono quelle parole. Se leggi un articolo di giornale, ti deve raccontare dieci cose importantissime, non tutte insieme ma a distanza di pochi minuti, giusto il tempo di rimettere gli occhi sul foglio. Anche la cosa apparentemente più noioso o insignificante che fai diventa la più interessante e divertente per tuo figlio e la vuole fare anche lui. Anche andare a buttare la spazzatura. “Babbo, se esci a buttare la spazzatura, posso venire anche io?”   

Sesso

Inutile giraci intorno o far finta di niente. In fondo i bambini vengono da lì. Potevo dire l’amore ma non inizia con la S e rendeva decisamente meno l’idea. Forse le azioni della Lehman Brothers hanno avuto un tracollo meno rapido delle azioni tue e di tua moglie in quel settore. Anche perché per pensare a quello, non dovresti vedere il letto come luogo da sogno per dormire. E qui ci si ricollega alla S di sonno.

A parte il co-sleeping, che è il più efficace e sicuro anticoncezionale del mondo, l’unico certificato al 100%, al di là di tutte le buone intenzioni, è la stanchezza ad avere il sopravvento. Quando capita che non siete stanchi voi due, succede spesso che non è stanco neanche il piccolo che continua a saltare sul materasso e non ha la minima intenzione di dormire. La poche sere che accade il miracolo di vederlo stanco e con gli occhi pesanti, è sufficiente il tempo di portarlo nel lettino e vederlo addormentarsi quasi di colpo per tornare in camera e trovare l’altro che già russa.

Quando capita la giusta congiunzione tra sonno del piccolo e vostra disponibilità, di colpo la vostra capacità di udito, soprattutto quella delle mamme, si amplifica a dismisura e ogni minimo rumore sembra preannunciare l’arrivo in camera del piccolo. “No, si è solo girato nel lettino.” “Vado a vedere, cosa siamo più tranquilli” “No, è un rumore per strada.” “Sì, chiudo la porta” “No, questo deve essere il figlio del vicino che piange.” …

“Vabbè, dormiamo. Se continuiamo così tra poco suona la sveglia.”   

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