Mamma e bimbi prematuri vicini grazie a Voice of Life

Il rinomato brand coreano Samsung ha messo a punto una esclusiva applicazione, denominata Voice of Life, che consente alle mamme dei bimbi nati prematuramente di far sentire loro la propria voce e il battito del proprio cuore, favorendone, in tal modo, lo sviluppo cerebrale.

Sono circa 15 milioni i bambini che nascono annualmente prima del termine previsto; tuttavia mentre in passato il tasso di mortalità dei prematuri era assai elevato, oggi, grazie al progresso delle conoscenze medico-scientifiche e a incubatrici sempre più sofisticate, la sopravvivenza è quasi sempre garantita.

Quel prezioso contatto con la mamma

Dopo aver trascorso 9 mesi nel grembo materno a stretto contatto con la voce e con il battito cardiaco della mamma, il periodo di “isolamento” nell'incubatrice, al quale non è possibile sottrarlo, priva il neonato di questo importante legame.

Grazie all'innovativa app di Samsung sarà ora possibile registrare sia la voce che il battito e trasmetterli, tramite un altoparlante ad hoc, all'interno della incubatrice, senza interferire col delicato sistema uditivo del neonato.  

4 comments

  1. La Tati 4 maggio, 2016 at 14:13 Rispondi

    Il problema è che ai prematuri serve il contatto fisico con mamma e papà…. È il contatto fisico che gli da la forza di andare avanti…. Nn un app…

  2. Monica 5 maggio, 2016 at 00:42 Rispondi

    Mi chiamo Monica, sono una mamma prematura che da tanti anni si occupa di sostegno ai genitori dei bambini prematuri. Ho vissuto sulla mia pelle il dolore della lacerazione anzitempo, del contatto interrotto. Non sono sola, io e altri genitori abbiamo capito che era importante lavorare insieme agli operatori perché era possibile migliorare, perché quella lacerazione non faceva bene alla mamma ma soprattutto al bambino. Alcune TIN stanno aperte 24 ore al giorno, ancora troppo poche in realtà, ma fortunatamente c’è una grande sensibilizzazione e a sostegno dell’importanza del contatto, anche molti studi scientifici. Sono convinta che la voce e il contatto siano inscindibili se si vuole che il bambino ne tragga beneficio. E’ un bambino che ahimè, non è stato 9 mesi nella pancia della mamma. A volte accade che appena passata la metà della gestazione, dalle 23 settimane in poi, questi bambini nascano e, credete, stanno nel palmo di una mano. La tecnologia per loro è vita, ma in questo caso, sostengo e supporto il contatto precoce pelle a pelle con la mamma, che legge, che canta, che racconta il mondo che c’è fuori, a quel bambino nato troppo presto. Quello che mi auguro è che sempre più TIN aprano, e come ho visto in Svezia in questi giorni, che sempre più TIN abbiano le Family Rooms. Ecco, magari questi colossi dell’economia, potrebbero pensare di investire donando qualche family rooms a qualche ospedale. Sarebbe bello e sicuramente più utile.

  3. Gloria 14 maggio, 2016 at 22:12 Rispondi

    Sono la mamma di un prematuro. Condivido che i bambini debbano avere contatto fisico con i propri genitori, ma soprattutto se hai altri figli a casa, come è capitato a me, e non puoi stare in TIN h24….sapere di poter far sentire al tuo piccolo la tua voce, o anche solo il tuo battito, credo sia invece una cosa meravigliosa…

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