Alcune cose che voglio dire al mio figlio maschio

lettera a mio figlio maschio

Ci sono alcune cose che voglio dire, anzi scrivere, al mio figlio maschio. Alcune cose che vanno bene non solo per il mio, ma per tutti i figli maschi e per i loro genitori. No, non solo per le mamme, ho scritto per tutti i genitori, perché la prima cosa che vorrei dire al mio figlio maschio è proprio questa.

Anche se ultimamente non si fa che parlare della responsabilità che le madri hanno nell’educazione dei loro figli maschi, il mio figlio maschio deve sapere che la verità è che senza i papà noi mamme non possiamo niente. O quasi. 

L'esempio vale sempre più di mille parole e per un figlio maschio, ne sono certa, sarà più facile un giorno essere uomo, se la vita gliel'avrà insegnata qualcuno che in casa, proprio davanti a lui, ha riempito i gesti di rispetto. I ruoli esistono, sul lavoro ad esempio, anche nella coppia, ma non c'è scritto da nessuna parte che un uomo non possa fare tutto quello che, solitamente, viene da pensare, spetti ad una donna. Al mio figlio maschio mi sento di dire di osservare quello che fa suo padre che non ha mai paura di caricare una lavastoviglie in più, se mi vede stanca o se devo lavorare fino a tardi. O che cucina e pulisce anche meglio di me.

La cosa più importante che voglio dire al mio figlio maschio è che la libertà è un bene prezioso e se lui sarà libero di scegliere e di sbagliare, è giusto che lasci liberi anche gli altri perché il possesso non è una cosa che ci appartiene. Noi possiamo amare, ma non possedere qualcuno senza fargli male. Il possesso non è amore, mai.

Un’altra cosa che mi sta molto a cuore dire al mio figlio maschio è che nella vita si troverà a dover scegliere molte volte. Spesso sarà semplice, altre volte no, scegliere in quel caso darà durissima. Una delle scelte più difficili sarà quella che comporterà la decisione di seguire la massa degli amici, dei compagni e di fare cose solo per sentirsi uno di loro, cose per lo più imbecilli, o se fare di testa propria continuando a ritenere giusto il proprio pensiero. La cosa che il mio figlio maschio dovrà ricordarsi, quella davvero terribile, è che sbagliare per aver seguito gli altri è la cosa più difficile da riuscire a perdonarsi: questo voglio dire al mio figlio maschio.

Succede di sbagliare nella vita, succede di non voler essere derisi, succede di non voler risultare uno "sfigato" agli occhi degli altri, di non voler essere chiamato "femminuccia" da quello che si considerano amici.

Succede che il giudizio degli altri ha un valore, soprattutto in quell'età incerta e difficile che va sotto il nome di adolescenza, proprio per questo la cosa della quale più di tutte le altre vorrei convincere il mio figlio maschio è che, il modo migliore e più rapido per essere etichettato, è quello di non essere mai in grado di dire no, di non riuscire a prendere le distanze dalla "massa" e da quello che si reputa sbagliato.

Di non agire di testa propria dicendo che no, alla mancanza di rispetto non si può cedere solo per un plauso degli altri.

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