Passaggio dall’asilo alla scuola elementare, come gestire il sonno in età scolare

Il passaggio dall’asilo alla scuola elementare rappresenta un momento cruciale nello sviluppo di un bambino, segnando un periodo di grandi cambiamenti sia a livello educativo che personale. In questo contesto il sonno, fondamentale per il corretto sviluppo fisico e cognitivo dei bambini, diventa ancora più importante per garantire al bambino tutta l’energia di cui ha bisogno.

L’ingresso nella scuola elementare porta con sé un’alterazione delle abitudini quotidiane, che può avere un impatto significativo sul riposo notturno. In questo articolo Loris Bonamassa, esperto consulente del sonno, esamina questo tema critico, offrendo una prospettiva professionale su come i cambiamenti nella routine quotidiana possono influenzare i modelli di sonno dei bambini, proponendo strategie e consigli pratici.

L’importanza del sonno


Da neonati si ha più bisogno di dormire poi, man mano che si cresce, il tempo del sonno diminuisce gradualmente. I piccoli dormono di più in quanto il sonno assolve a diverse funzioni: sviluppo cerebrale (in particolare il sonno REM), consolidamento della memoria, stabilizza i ricordi e l’apprendimento, consente la secrezione del GH, cioè la somatotropina ossia l’ormone della crescita, e rinforza il sistema immunitario.

Per tutti questi motivi è importante che gli adulti rispettino i ritmi di sonno dei piccoli e che quindi li lascino dormire per il tempo a loro necessario, evitando di svegliarli in modo arbitrario, lasciando a loro la regolazione del proprio risveglio a seconda della naturale richiesta fisiologica, insegnando e mantenendo un’adeguata igiene del sonno, anche in occasione di cambiamenti importanti come il passaggio dall’asilo alla scuola elementare.

Dalla scuola dell’infanzia alla primaria: i consigli di Loris Bonamassa per gestire il sonno

Quasi tutti noi ci ricordiamo il primo giorno di scuola, è un’emozione sia per i bambini che per i genitori. Come si varca la soglia della classe il susseguirsi delle attività e la gestione della giornata cambiano completamente, per non parlare dello sviluppo della relazione con gli insegnati e con i nuovi compagni. Tutto questo porta il bambino ad affrontare molte sfide, ecco perché la gestione del sonno è un aspetto fondamentale in questa fase.

Come può il passaggio tra asilo e primo anno di scuola elementare impattare sul benessere del bambino in termini di gestione del sonno?

Il passaggio alla scuola elementare comporta dunque un cambiamento significativo nella routine quotidiana del bambino. Si passa repentinamente dal gioco al banco di scuola, da orari flessibili della giornata alla scansione del tempo data da una campanella in aula.

Inoltre, la necessità di svegliarsi più presto e l’impegno mentale dedicato all’apprendimento possono influire sulla quantità e sulla qualità del sonno. Nei primi mesi di scuola molti bambini arrivano sfiniti la sera quindi diventa importante monitorare attentamente i segnali di stanchezza del bambino e adattare la routine del sonno di conseguenza, per garantire che riceva tutto il riposo di cui ha bisogno.

Durante l’asilo i bambini fanno il pisolino. Con l’ingresso a scuola questa abitudine si perde. Come può essere gestita questa mancanza?

Bisogna assicurarsi che il bambino vada a letto abbastanza presto per garantire un numero sufficiente di ore di sonno notturno. Inoltre, concedendo al piccolo studente momenti di riposo dopo la scuola, anche se brevi, per ridurre eventuali accumuli di stanchezza, con un power nap (pisolino energetico di massino 10/20 minuti).

Si tratta quindi di compensare la perdita dei pisolini pomeridiani usualmente presenti all’asilo con una routine di sonno più consolidata durante la notte, ed eventualmente integrata di giorno alla necessità.

Quante ore dovrebbe dormire un bambino nel periodo della scuola primaria?

Durante la scuola primaria, i bambini di solito hanno bisogno di circa 9-11 ore di sonno ogni notte. Tuttavia, è importante considerare le esigenze fisiologiche individuali del bambino. Inoltre, con l’inizio delle elementari in genere iniziano anche ad intensificarsi le attività extra pomeridiane come i corsi sportivi, le lezioni di musica etc che – se non ben gestite o eccessive – portano il bambino ad un sovraccarico psico-fisico e quindi ad una maggiore stanchezza ed irritabilità che spesso impatta anche sul rendimento scolastico.

Ci sono tabelle che fissano l’orario ideale per mandare a dormire un bambino che non è praticabile…tipo alle 7 tutti a nanna! Qual è l’orario migliore?

Non esiste un orario universale “ideale” per mandare a dormire i bambini, poiché le esigenze di sonno possono variare: a che ora devono svegliarsi l’indomani, la loro età, la giornata che hanno avuto e quella che avranno domani.

Il consiglio è di stabilire un’abitudine regolare, garantendo che il bambino abbia il tempo sufficiente per riposare. In genere, quando sono così piccoli, suggerisco di mandarli a dormire tra le 7 e le 9 di sera, ma sempre adattando l’orario in base alle esigenze specifiche del piccolo e ai momenti che passa insieme alla famiglia.

Tre buoni consigli per le mamme

Il ruolo dei genitori è quello di accompagnare i bambini nelle varie tappe della crescita e sicuramente il passaggio dall’asilo alla scuola può essere gestito serenamente con alcune pillole di consapevolezza. Ecco tre buoni consigli per aiutare i bambini a stabilire un buon rapporto con il sonno in questa fase delicata.

1. Creare una routine del sonno

In prima elementare i bambini sono ancora piccoli. È determinante stabilire delle consuetudini rilassanti per prepararli al riposo, includendo attività tranquille come la lettura o il racconto di storie che attivano la parte buona, inconscia del cervello. Ci sono alcuni rituali e gesti che, praticati regolarmente ogni sera seguendo la stessa sequenza, possono aiutare il piccolo a rilassarsi e ad addormentarsi in meno tempo: fare un bagno caldo, mettere il pigiama, lavare i denti, leggere una favola della buonanotte, riempirlo di coccole. Ciò che è importate però è che le stesse abitudini vengano mantenute e rispettate e questo vale anche per i bambini più grandi; va detto che questo è un consiglio valido anche per i genitori.

2. Monitorare i segnali di stanchezza

Osservare attentamente il comportamento del bambino per individuare i segnali di stanchezza, anche nel corso dell’anno scolastico e delle 4 stagioni, foriere di cambiamenti fisici e ormonali. Se mostra segni di sonnolenza o comportamenti nervosi è bene rivedere la routine di sonno aumentando il tempo del riposo.

Leggi anche: Il turbolento sonno dei bambini e i disturbi del sonno

3. Promuovere un ambiente di sonno confortevole

Assicurarsi che la camera da letto del bambino sia un luogo rilassante e confortevole. Ridurre la luce e il rumore per favorire un sonno tranquillo, oltre alle emissioni elettromagnetiche alle quale i bambini sono maggiormente sensibili. Quindi eliminare smartphone, tablet e TV.

Altro elemento importante è il sistema letto, composto da materasso e cuscino che devono assecondare le forme del bambino in età evolutiva, consentendo un sostegno alla colonna vertebrale e al contempo una ergonomia che ne assecondino il peso che varia durante la crescita. Il cuscino è determinante nella qualità del sonno, perché se confortevole permette un addormentamento più veloce, meno movimenti e meno risvegli, con ricadute positive sull’iperattività quotidiana e il rendimento scolastico.


Come si può capire, quindi, i genitori necessitano di una certa quota di pazienza e resistenza visto che i piccoli impiegano del tempo, fino all’età adulta, per regolarizzarsi ed imparare a gestirsi in autonomia la notte. Con amore e attenzione, si può guidare il bambino attraverso questi cambiamenti, garantendo che il sonno continui a essere un elemento fondamentale per la sua felicità e salute, fino all’età adulta.

Loris Bonamassa, esperto nel campo della cultura multidisciplinare del sonno, è uno dei più importanti Sleep Coach d’Italia. Con il Metodo Bonamassa – Sleep & Performance, ha messo a punto un sistema efficace, risultato delle più recenti ricerche scientifiche, che negli ultimi 10 anni ha contribuito ad aiutare migliaia di persone nel mondo medicale, sportivo e aziendale. Loris Bonamassa è anche autore e co-autore di diversi libri quali “Sonno e Sorrisi” (2023), “L’Arte del dormire – i 5 pilatri del buon sonno per migliorare la qualità della vita” (2022), “Io sono l’uomo del sonno” (2019), “Il nostro sogno può continuare” (2018), “Dormire bene per vivere meglio” (2017).

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