Rientro a scuola a settembre: il punto della situazione

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Settembre si avvicina e l’ansia dei genitori sulla ripartenza della scuola sale, in attesa di notizie certe sul nuovo anno scolastico e sulle modalità di riapertura degli istituti.

Nell'informativa urgente che si è svolta ieri alla Camera dei Deputati la ministra Azzolina ha cercato di fare il punto della situazione per rassicurare sulla regolare ripartenza delle scuole prevista per il 14 settembre, ma ci sono ancora molti punti oscuri da chiarire.

Informativa urgente sulle iniziative di competenza per l'apertura dell'anno scolastico in relazione alla situazione epidemiologica da Covid-19

La mia informativa alla Camera sulla ripresa dell’anno scolastico. Ho toccato nel dettaglio tutti i temi del ritorno a scuola a settembre per informare il Parlamento e i cittadini sul lavoro che stiamo svolgendo.

Publiée par Lucia Azzolina sur Mardi 28 juillet 2020

La questione banchi

Una delle principali incognite riguarda i banchi, per cui l’unica cosa certa sembra la decisione di utilizzare quelli singoli.

In proposito, il Governo ha affidato al Commissario Straordinario Domenico Arcuri il compito di assegnare l’appalto entro il mese di agosto, ma molte aziende hanno già avanzato la preoccupazione di non avere il tempo materiale per la produzione richiesta.

I numeri, infatti, fanno venire i brividi, perché ne servirebbero quasi due milioni e mezzo, di cui oltre 750.000 per la scuola primaria e un milione e settecento per le secondarie. Alcune scuole pare si stiano organizzando per conto proprio, ma tante altre rimarranno probabilmente in attesa fino all’ultimo, senza sapere se riceveranno in tempo i nuovi arredi.

Mascherina sì o no?

Altro capitolo delicato sono le mascherine che non dovrebbero essere indossate in classe, ma soltanto negli spostamenti degli alunni. Il metro di distanza tra un banco e l’altro, infatti, va misurato da bocca a bocca, per cui dovrebbero evitare un obbligo che sarebbe stato davvero difficile da digerire e gestire da parte di bambini e ragazzi.

Inoltre, il Dirigente Scolastico avrà l’obbligo di raccogliere quelle inutilizzate o dismesse per smaltirle nel modo corretto e munire la scuola di tutta una serie di indicazioni che aiutino gli studenti ad evitare assembramenti.

L’obiettivo, insomma, pare quello di ridurre al minimo i flussi contemporanei, adottando anche entrate e uscite sfalsate e regolando gli spostamenti negli spazi comuni, che dovranno essere sempre ben ventilati.

Spazi aggiuntivi e misurazione della temperatura

Per garantire lo spazio necessario a evitare i tanto temuti assembramenti, il Governo e le scuole stanno studiando soluzioni che prevedano l’utilizzo di nuove aree.

Tra queste, si parla di musei, biblioteche e teatri dove gli studenti potranno fare lezione e mantenere la distanza di sicurezza. Inoltre, ogni scuola avrà la libertà di allestire nuove aule in spazi come le palestre o i laboratori.

Riguardo, invece, i controlli sierologici, si va verso la misurazione della temperatura all’ingresso e l’effettuazione di test a campione sia tra gli studenti che tra i docenti e il personale della scuola. Questi verranno svolti solo su base volontaria e saranno gratuiti, ma non verranno effettuati presso le scuole, bensì nelle strutture dei medici di base.

Infine, sembra che a ogni scuola verrà assegnato un medico competente che si occupi della sorveglianza sanitaria e che coordinerà i controlli quotidiani.

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