Il tempo delle mamme

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Una mamma non sfrutta bene il tempo, una mamma il tempo lo seziona.

Potrebbe scinderlo come l'atomo, se la prendessero al Cern.

Una mamma si alza non si sa bene a che ora, ma prepara sé e i figli, lava i pavimenti, le tazze, i pentolini, i bicchieri, spazza la casa, fa i letti, riordina e riempie la pancia a tutti, cane e gatto compresi. Se ci fossero anche un criceto, un pesce rosso e un porcellino d'India, sfamerà anche quelli.

E senza dare i croccantini al piccolo e il biberon di latte al cane e persino mettendo la gonna di tulle alla femmina e la felpa di Spiderman al maschio.

Che donna!

Una mamma lavora, fuori o dentro casa, fino al momento di riprendere i figli.

Non importa la distanza che la separa dai bambini, lei al suono della campanella sarà lì.

Sì, va bene, capiterà che arrivi fradicia, spettinata, sudata come una scrofa e più simile a Shrek che alla principessa Elsa, ma sarà lì.

Una mamma, prima di stramazzare in stato comatoso sul letto, ha tempo per la merenda, per il parco, per i giochi, per cucinare, per far fare i compiti ai figli, per far ripetere loro la filastrocca e, perché no?, pure per colorare quel cacchio di mandala che dovrebbe far rilassare i bambini.

Ma fa girare le palle alla mamma.

Se volete che tutti si rilassino, che i bambini lo colorino a scuola quel coso, grazie!

Una mamma riesce a leggere, a chiacchierare con le amiche su WhatsApp, a guardare un film, a fare la lista della spesa e a preparare i vestiti per l'indomani dei figli.

Come?

Fa tutto insieme. Siamo o non siamo le regine del multitasking?

Non abbiamo forse molti organi doppi e addirittura 4 arti? Beh...usiamoli, eh!

Se nel fare 45 cose insieme finisce per mandare una foto in lingerie alle amiche invece che al marito, nessun problema. Le amiche capiranno. Taceranno per solidarietà e qualcuna magari farà anche lo sforzo di girare la foto all'uomo giusto.

Intanto, il padre dei figli di cotanta donna, lui, il prezioso uomo di casa, è generalmente in un unico posto. Quale? Dai che ci arriviamo.

È lì, dove un buco nero lo risucchia, soprattutto se ci entra con lo smartphone.

Lì, dove è proibito entrare.

Lì, dove anche non fosse proibito, sarebbe buona norma non entrare.

Salvo occorrano meches...

Dove? Ma come dove?

In bagno.

Dove, peraltro, il wi fi prende da Dio.

Ma è solo un caso, ovvio, che andate a pensare?

3 comments

  1. Aurora Aurora 7 maggio, 2016 at 07:44 Rispondi

    Io mi sono data una tabella di marcia. Due ore al giorno per pulire casa, due ore al parco il pomeriggio, un’ora di jogging la sera, mi anticipo sempre nel preparare pranzo e cena, mart e sab shampoo e cura del corpo, domenica solo relax!

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