E se i vaccini aiutassero a diminuire l'otite?

studio otite e vaccini

Se avete ancora dubbi sull'efficacia dei vaccini, questa ricerca americana può farvi a cambiare idea perché mostra la loro importanza sulla diminuzione delle infezioni all'orecchio come l'otite.

Le otiti diminuiscono grazie a i vaccini

La questione vaccini è molto delicata: sono in tanti che mettono in dubbio la loro efficacia e non sempre queste perplessità sono supportate da certezze scientifiche. Intanto a dare conferma sulla loro utilità è uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Ospedale di Rochester a New York, che ha analizzato l'evoluzione delle infezioni alle orecchie negli ultimi trent'anni.

Gli esperti hanno notato un calo notevole di queste malattie, di tre volte in 10 anni, in concomitanza con l'introduzione del vaccino contro lo pneumococco a cui i bambini statunitensi, presi in esame, sono stati sottoposti. Questo vaccino immunizzante è in grado di combattere le infezioni generate dallo Streptococcus pneumoniae, tra cui l'otite, che è una delle complicazioni con cui hanno a che fare di più i piccoli, anche in tenera età. Questa interessante scoperta è utile per limitare l'uso dell'antibiotico per i bimbi così da evitare che si venga a creare la resistenza dell'organismo a questo tipo di farmaco.

I fattori di rischio dell'otite non cambiano

L'otite è un'infiammazione acuta che può scaturire da virus e batteri. Spesso nasce come complicazione a malattie come raffreddore, faringite e influenza o si verifica nei bagnanti, quando l'acqua resta intrappolata nel canale uditivo. Nei bambini è ancora più diffusa per la conformazione stessa delle tromba di Eustachio, il condotto che unisce l'orecchio alla gola. Questo tubo è piccolo e corto per questo è più facile la proliferazione di germi.

Se il vaccino riesce a diminuire l'incidenza con cui si presenta questa malattia, non cambiano, invece, i fattori di rischio che causano l'otite. Tra questi l'età, infatti i bambini tra 6 e i 18 mesi hanno più possibilità di ammalarsi, così come chi ha una familiarità genetica a questo problema rischia.

Anche le allergie e le continue infezioni all'apparato respiratorio, così come l'esposizione all'aria secca o al fumo passivo, il frequentare l'asilo e l'utilizzare il ciuccio e il biberon possono influire sul presentarsi dell'infiammazione. Un possibile metodo di prevenzione potrebbe quindi essere proprio la vaccinazione, che può limitarne i danni.

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