I bambini, l’unico esempio possibile

Pare impossibile, eppure gli unici che sembrano aver capito sono proprio loro. I bambini, l’unico esempio possibile.

Gli unici che non si lamentano. Che fanno quel che devono. Che, nonostante dovrebbero pensare solo ad essere spensierati e giocosi, sono ligi alle regole.

Sempre.

Che non vivono pensando alla libertà che gli è stata sottratta ma al fatto che solo comportandosi bene se ne uscirà.

I bambini, anche in questo frangente, sono ottimisti, speranzosi.
Resilienti.

Sono pazienti. Aspettano, sperano ma nel frattempo calzano la mascherina come devono, si lavano le mani, si guardano a distanza con i loro compagni di banco. Sanno che non possono abbracciare i nonni.

E non chiedono il perché. Lo hanno già fatto. Hanno capito la risposta. E introiettato le regole di comportamento.

Il perché è presto detto: è così che ci si deve comportare se vogliamo sconfiggere il virus restando in salute.

È bastato dirlo, spiegare, immergerli in una realtà nuova e fin da subito è stato come se quella fosse la realtà di sempre: l’unica possibile. Almeno, finché non si potrà averne un’altra.

Questo a loro basta, anche quando a noi adulti non basta affatto.
Loro credono che comportandosi bene, davvero tutto andrà meglio.

Loro sono la nostra parte migliore, ancora una volta.

L’unico esempio possibile. Hanno sempre saputo che la strada era una e unica: quella di far bene noi per non danneggiare gli altri. Per proteggere anche chi da solo non può farlo.

Per questo, quando tutto le certezze intorno a noi sembrano sbriciolarsi è a loro che dovremmo guardare. Al loro ottimismo, alla loro resilienza. A loro che sono il nostro futuro. E per fortuna.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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