Il corsivo, scrittura sconosciuta per i bambini d'oggi

Che i tempi e le nuove generazioni siano cambiati è un dato di fatto. Tutti i settori della vita si sono adeguati a stili di vita sempre più moderni. Anche la scuola ha subito molti cambiamenti, a partire dall’uso di supporti tecnologici, come notebook, tablet, LIM, fino alla scrittura vera e propria. In particolare, il corsivo si usa sempre meno e il suo insegnamento sta perdendo importanza e sta progressivamente scomparendo dai programmi scolastici.

Ad esempio, in Finlandia a breve non sarà più obbligatorio imparare a scrivere a mano. Negli Stati Uniti (ad eccezione di California e Massachusetts), il Common Core State Standards, Istituto che fornisce le linee guida per l’omogeneità dell'insegnamento nella scuola pubblica, ha già eliminato l'obbligo del corsivo. In Italia, il caso del corsivo è ancora in fase di studio, ma rispetto al passato ha perso d'importanza.

Ma questo progressivo abbandono del corsivo non è un fatto positivo per lo sviluppo cerebrale e cognitivo dei bambini, ed è una tendenza che si sviluppa già in età prescolare. Da una ricerca condotta dalla pedagogista Stephanie Müller, ad esempio, è emerso che il 70% dei bambini che escono dalla scuola materna non hanno i prerequisiti per imparare il corsivo. Come afferma l’esperta, infatti: “Oggi non si gioca più in strada, non ci si arrampica sugli alberi, non ci si allaccia le scarpe, non si corre e salta, non si infila un ago. Si premono tasti, o si tocca uno schermo, tutte cose che richiedono l’uso di altri muscoli rispetto a quelli per tenere in mano una penna, e che non consolidano la coordinazione necessaria a scrivere in corsivo”.

E la pedagogista italiana Cristina Pendola prosegue: “Rivalutare il corsivo non è né anacronistico, né innovativo: è semplicemente attuale e funzionale alla crescita armonica della persona. […] Inoltre, dal punto di vista grafologico, il corsivo è personale e rivela l’identità di chi scrive, le sue attitudini, le potenzialità relazionali e affettive, rendendo gli scritti della persona un documento storico”.

Un ultima notizia curiosa ma significativa è il fatto che Steve Jobs, il più grande innovatore del mondo digitale e fondatore della Apple, all'università avesse scelto di seguire proprio un corso di bella calligrafia.

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