La falsa disgrafia e i vizi di postura: scrivere bene per imparare meglio

La disgrafia è un disturbo dell’apprendimento (DSA) che interessa la scrittura di parole e numeri, che risulta disordinata, poco chiara o addirittura illeggibile. In quanto DSA, la disgrafia coinvolge i processi di realizzazione grafica legati a deficit di natura motoria, ma in realtà si tratta di un disturbo più raro di quel che si crede e spesso lo “scrivere male” è soltanto l’inevitabile conseguenza della postura di scrittura scorretta.

Si parla allora di Falsa Disgrafia quando la scrittura a mano disordinata e illeggibile è effetto di pose disfunzionali o di mancata o inadeguata educazione al gesto grafo-motorio e questo vizio visuo-posturale può essere vinto recuperando del tutto la capacità di scrivere in modo fluente e chiaro.

A raccontarlo in questo articolo à la dottoressa Coralie Delliponti, specialista in Didattica e Psicopedagogia per i DSA e Ottico-Optometrista e autrice del libro: Falsa Disgrafia e vizi visuo-posturali correlati.

Quando una cattiva impugnatura dello strumento grafico si associa ad una postura seduta scorretta, si determina un sovraccarico per la schiena con conseguenti atteggiamenti compensatori che si rivelano dannosi per il sistema visivo specie nel periodo dello sviluppo (bambini e ragazzi).

Il 95% dei bambini assume una postura scorretta a scuola: le conseguenze

Optoclinic, studio Oculistico-Optometrico di Pisa che, oltre alle attività di Visual Training e Sport’s Vision, si occupa di Visione, Postura e vizi-visuoposturali in età scolare, ha condotto uno screening su 470 alunni delle scuole primarie di Pisa aderenti al progetto “Visione e Postura a scuola” da cui è emerso che il 95% di essi assume una postura di scrittura scorretta e il 62% presenta anomalie della visione associate ad essa.

Si è evidenziato che in queste condizioni i quaderni vengono ruotati fino a 90° per poter vedere ciò che si scrive, provocando  una serie di compensi visivi e posturali nocivi per gli stessi apparati coinvolti.

L’impugnatura scorretta dello strumento grafico induce molti studenti ad evitare l’uso del corsivo, poiché prese immature e dita contratte o allungate rendono il tratto slegato e duro e ne rendono impossibile la fluidità.

Questo abbandono del corsivo è tollerato dagli insegnanti, che in molti casi addirittura lo consigliano, perché intendono così ovviare parzialmente allo sviluppo di grafia incerta, slegata, illeggibile, che richiama continui rimproveri di docenti e genitori che servono solo a dilatare nel bambino una sensazione di disagio, vergogna e disistima personale. 

Questo modo d’agire è, tuttavia, profondamente errato, poiché l’uso del corsivo al posto dello stampatello, ancor più del computer, influenza la mente di un bimbo. Molti disturbi dell’apprendimento segnalati dagli insegnanti sono dovuti alla perdita del corsivo che rende difficile tutto il percorso scolastico.

«Scrivere in corsivo – dichiara il Dott. Federico Bianchi di Castelbianco, Psicologo e Psicoterapeuta dell’età evolutiva e logopedista – vuol dire tradurre il pensiero in parole, in unità semantiche, scrivere in stampatello vuol dire invece sezionarlo in lettere, spezzettarlo, negare il tempo e il respiro della frase… il corsivo così come lega le lettere, lega i pensieri».

L’importanza dell’impugnatura

Qualsiasi modalità di prensione dello strumento grafico che differisca da quella corretta, ovvero dalla pinza tridigitale dinamica (pollice, indice e medio), è da considerarsi disfunzionale alla scrittura manuale.

Ecco alcuni esempi di impugnatura errata:

  • Il palmo che avvolge e contiene lo strumento grafico, dita contratte o allungate su di esso, prese a più dita, sono tutte condizioni che rendono molto difficile regolare la forza e la direzione corretta da imprimere alle dita e alla mano per governare l’atto della scrittura in modo regolare. Le prese disfunzionali sono faticose da mantenere, in tante tipologie il movimento della scrittura inizia dalla spalla e coinvolge, inutilmente, braccio, avambraccio e polso.
  • In altre condizioni il movimento si interrompe a livello dell’articolazione del polso e dunque viene svolto esclusivamente dalle dita.
  • Altre volte al movimento della scrittura partecipa tutto il corpo che si incurva, si torce e s’inclina nel tentativo di vedere ciò che la mano, che impugna male lo strumento grafico, sta scrivendo.

Che cosa si può fare per prevenire i vizi-visuoposturali correlati alla Postura di Scrittura a mano?

Bisogna evitare che i bambini piccoli giochino con pc, tablet e telefonini perché la digitoscrittura impedisce lo sviluppo armonioso dei movimenti fini delle dita, al contrario è necessario proporre giochi di manipolazione da svolgersi il più possibile all’aria aperta e insieme a coetanei.

Ecco alcuni esempi:

IMMAGINI DELLA POSTURA DI SCRITTURA CORRETTA

Spesso, i bambini, a casa, studiano dove capita, sul tavolo della cucina, sulla scrivania dei genitori, raramente si pensa di predisporre la postazione di studio che, invece, è molto importante per evitare che alla fatica dello studio si aggiunga anche quella fisica dovuta alla scomodità e ai possibili vizi visuo-posturali da essa indotti.

Vizi visuo-posturali: il trattamento di recupero

Poichè il sistema tonico-posturale non può autocorreggersi, i compensi che si determinano per ovviare alle pose disfunzionali costituiscono un problema che non si può risolvere con i proponimenti o gli esempi corretti forniti verbalmente.

Il Metodo Delliponti presentato nel libro contrasta i vizi visuo-posturali destrutturandoli e stimola e allena la propriocezione degli apparati coinvolti affinché si possa mantenere una postura di scrittura corretta.

Si tratta di uno strumento che può essere messo in pratica da operatori specializzati (logopedisti, pedagogisti, optometristi, ortottisti, insegnanti) ma anche da genitori, al fine di prevenire il più possibile gli ostacoli all’apprendimento scolastico e allo sviluppo armonioso dell’apparato muscolo-scheletrico dei bambini in età scolare.

Gli operatori opportunamente preparati a ciò, agiscono prima su vista e visione e soltanto in un secondo tempo sulla postura di scrittura manuale. Una volta individuati i vizi visuo-posturali correlati alla postura di scrittura, si può avviare l’iter per ripristinare le condizioni adatte al suo corretto apprendimento.

L’approccio multidisciplinare: il ruolo del Medico-Oculista e dell’Optometrista Comportamentale

Operare in una prospettiva multidisciplinare ovvero ricorrere al confronto costruttivo tra le figure sanitarie e parasanitarie coinvolte  è una forma molto efficace di formazione permanente con indubbi vantaggi per i piccoli pazienti.

La fase propedeutica del Metodo consiste nell’attenta analisi delle abilità visive, dei prerequisiti motori fini e del sistema tonico posturale necessari alla scrittura manuale per individuare anomalie dello sviluppo o vizi visuo-posturali (miopia scolare e anisometropie) di ostacolo all’apprendimento della postura di scrittura corretta.

L’analisi della vista e delle abilità percettive della visione binoculare deve essere eseguita da un Medico Oculista che completerà la normale visita con la valutazione optometrica comportamentale. Se il soggetto presenta deficit di acutezza visiva o anomalie della motilità oculare bisognerà prima risolvere questi aspetti e solo dopo andare a recuperare la postura della scrittura. Ad esempio, se ad un bambino ipermetrope che non era corretto l’Oculista prescrive gli occhiali, egli dovrà presentarsi con gli occhiali alla prima lezione di recupero della postura di scrittura. Se ai vizi di refrazione si aggiunge anche un anomalo sviluppo delle abilità visuo-percettive sarà sempre l’Oculista a decidere il momento più utile per iniziare il recupero della postura di scrittura.

È importante considerare che i paramorfismi, cioè gli scorretti atteggiamenti posturali della colonna vertebrale, sono particolarmente dannosi in chi ancora non abbia raggiunto la maturità dello sviluppo osseo poiché, se non rieducati, con il tempo diventano disformismi, cioè alterazioni strutturali irreversibili.

I paramorfismi della postura di scrittura provocano sviluppo disarmonico della visione binoculare e possono favorire l’insorgenza o il peggioramento di vizi di refrazione (miopia e astigmatismo) oppure rendere necessario sostituire le lenti degli occhiali quando c’è un difetto visivo già strutturato che non è più adeguatamente compensato.

Ciò si può scongiurare se si guidano bambini e ragazzi al recupero della flessibilità delle dita della mano, alla coordinazione nella presa dello strumento grafico e alla correzione della postura seduta attraverso una serie di esercizi adatti, con il risultato di ottenere in breve tempo marcati miglioramenti sia nel profitto scolastico sia nel benessere mentale e generale di ciascuno di essi.

Il video della settimana

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *