L'ospedale Bambin Gesù pronto a ospitare Charlie Gard

Charlie Gard Bambin Gesù

La storia del piccolo Charlie Gard ha fatto il giro il mondo, ha conquistato i cuori di tutti. La richiesta di aiuto dei suoi genitori, silenziosa ma efficace, è arrivata anche a Papa Francesco che ha lanciato un messaggio di solidarietà alla famiglia e una richiesta ai medici di Londra.

La richiesta del Bambin Gesù di accogliere il piccolo Charlie

L’ospedale pediatrico Bambin Gesù ha richiesto al Great Ormond Streedt Hospital di trasferire Charlie in Italia. "Ho chiesto al direttore sanitario di verificare con il Great Ormond Street Hospital di Londra, dove è ricoverato il neonato, se vi siano le condizioni sanitarie per un eventuale trasferimento di Charlie presso il nostro ospedale. Sappiamo che il caso è disperato e che, a quanto risulta, non vi sono terapie efficaci". Così spiega la richiesta dell’ospedale la presidente dell’ospedale Mariella Enoc.

La struttura è disponibile ad accogliere il piccolo in fin di vita e accudirlo fino a quanto potrà vivere, assisterlo nel suo dolore e fargli vivere meno possibile le sofferenze dei suoi ultimi momenti di vita.

Papa Francesco vicino alla famiglia di Charlie Gard

Papa Francesco sottolinea che come uomini e come cristiani dobbiamo difendere la vita umana soprattutto durante una malattia, in un impegno che Dio affida a ogni essere umano. 

62 comments

  1. Lidia Spissu 4 luglio, 2017 at 14:57 Rispondi

    Piccolo Charlie vedrai che la mamma Celeste è grande ti aiuterà nel tuo cammino insieme con i tuoi genitori,vi darà la forza di affrontare la vita..l amore vince su tutto,stima x i tuoi genitori.😍😍😍piccolino non mollare siamo con te forza💗💗💗💗💗

  2. Sartori Elena 4 luglio, 2017 at 15:49 Rispondi

    Sarò maledetta e insultata x quello che sto dicendo ma lo sapete che NON PUÒ GUARIRE NE MIGLIORARE la sua malattia è degenerativa c’è un articolo che spiega molto bene la decisione di far avere una morte dignitosa xche di questo si tratta o morire in dolori atroci o addormentarsi beato

    • Ilaria Volpe 4 luglio, 2017 at 20:55 Rispondi

      io avevo letto un articolo di un primario del Bambin Gesù che spiegava che era stato interpellato sia dai giudici inglesi sia da Strasburgo. Aveva detto che per il tipo di malattia, la peggiore che colpisce il sistema nervoso e non muscolare, non esiste cura, ne terapia, neanche sperimentale… e che quindi unica vita del piccolo sarebbe stata in ospedale, attaccato alle macchine…una nom vita

  3. Patrizia Pellicano 4 luglio, 2017 at 22:38 Rispondi

    Con questa scelta si aiuta i genitori, non al bimbo, evidentemente loro non sono ancora pronti per lasciarlo andare. Ed è giusto che si rispetti il tempo dei genitori, sempre, loro alla fine hanno l ultima parola.Benvenga Charly in Italia.

  4. Sara Muzic 5 luglio, 2017 at 09:24 Rispondi

    Mi si spezza il cuore vedere certe immagini e vedere la tristezza e la sofferenza in degli occhietti così piccoli che dovrebbero solo sorridere. Posso solo immaginare cosa stanno passando questi genitori, penso però che la prospettiva di ”vita”di questa creatura sia terribile se si pensa che debba vivere quel poco che può attaccato alle macchine. Io non la reputo vita, questo bimbo non vive, sopravvive attaccato a macchine che lo aiutano. Siamo tanto magnanimi con i nostri animali domestici quando sono malati e per alleviare le loro sofferenza si sa cosa viene fatto, quando invece si parla di esseri umani vengono attaccati a tubi che li fanno respirare, sondini per nutrirli, catetri ecc ecc… domanda, ma davvero a voi sembra vita questa?

  5. Simona Flower 5 luglio, 2017 at 09:40 Rispondi

    Questo si chiama accanimento terapeutico. Come genitore avendolo messo al mondo sarà durissima… Ma mi sembra una scelta egoistica dei genitori tenerlo attaccato ad una macchina per farlo vivere ma in realtà non farlo vivere. Sondino nasogastrico per alimentarsi…una spina per tenerlo in vita… Per sempre attaccato alle macchine. Non la chiamerei vita… Soprattutto per un bimbo!

  6. Adriana Majercikova 5 luglio, 2017 at 14:17 Rispondi

    Io penso che se fossimo a nella situazione dei genitori di questa piccola creatura forse li avremo capito meglio le.cose ma finché non ci capita sulla propria pelle possiamo solo esprimere un giudizio e vedo che molti sono assai crudeli. Può anche essere degenerativa la malattia però diamo la possibilità. In Italia vive un bimbo di 9 anni con la stessa malattia. E se Charlie reagirà???? Non siamo medici quindi pianino con i giudizi e non credere a tutto quello che scrive internet.

  7. Daniele Mondo 5 luglio, 2017 at 14:47 Rispondi

    capisco che i genitori vogliano cercare di fare tutto il possibile MA qui è palesemente un accanimento terapeutico ed un livello esasperato di egoismo!!! Lasciate libero questa piccola creatura affinchè non soffra più! Basta egoismo! Abbiate pietà e lasciato morire con dignità! egoisti!

  8. Alessandra Palermo 5 luglio, 2017 at 15:38 Rispondi

    ….. ma come si ha il coraggio di staccargli la macchina.. lo so forse sarei stata una mamma egoista ma le avrei tentate tutte… prego affinché venga data libera scelta ai due genitori di decidere loro sulla vita del loro piccolo quando e se si sentiranno pronti(credo mai perché nessuno accetterebbe una situazione simile) prenderanno la decisione giusta per il loro piccolo… forza tesorino❤❤❤❤

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