"Mia figlia morta di morbillo. Vaccinate i bambini!" L'appello di Roald Dahl

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Vaccinare o non vaccinare? Il dibattito su questo tema si è fatto negli ultimi anni molto scottante.

La fazione, molto consistente fino a qualche tempo fa, di genitori che sottoponevano i propri figli ai normali cicli di vaccinazione previsti dal Sistema Sanitario Nazionale, si è ridotta sempre più sensibilmente: sono costantemente più numerosi i genitori che, alla luce delle possibili correlazioni tra vaccini, autismo e gravi effetti collaterali sui bambini, decidono di dire no ai vaccini – soprattutto ad antipolio, antitetanica e vaccino contro il morbillo.

Con la conseguenza che, come era prevedibile, molte delle malattie in via di estinzione iniziano a ricomparire ed a dare vita a violenti e preoccupanti focolai.

Si può morire di morbillo?

Uno dei più eclatanti è stato l’epidemia di morbillo che ha colpito la California, originato da una donna infetta dal morbillo che a Disneyland ha contagiato alcuni visitatori.

Proprio su questa malattia si sta concentrando l’attenzione della comunità medica e scientifica.

Alzi la mano, infatti, chi, quando pensa al morbillo, immagina una semplice faccia puntinata di chiazze rosse.

Niente di più sbagliato: il morbillo, infatti, è una malattia estremamente pericolosa e potenzialmente mortale.

L'appello di Roald Dahl: "Non mettete in pericolo le vite dei vostri figli"

Ce lo ricorda anche Roald Dahl, un grande scrittore, da molti conosciuto come autore di best seller quali "La fabbrica di cioccolato", "Streghe" o "Il GGG", che nel 1962 ha perso la figlia Olivia proprio a causa degli effetti acuti del morbillo.

La piccola Olivia a 7 anni si ammala di morbillo. Niente di grave, pensano i genitori. Fino a quando, un giorno, nell'arco di poche ore Olivia perde conoscenza, entra in coma e muore.

In una lettera accorata, scritta da Roald Dahl nel 1988, poco prima di morire, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica, lo scrittore spiega che in Olivia “il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite morbillosa, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla”, né per prevenire la malattia, poiché “all'epoca non era stato ancora messo appunto un vaccino affidabile contro il morbillo”.

Anni dopo il drammatico epilogo Roald Dahl, in un passaggio della sua commovente lettera, chiede a gran voce ai genitori di mettere al sicuro i propri bambini:A mio parere, i genitori che oggi rifiutano di far vaccinare i loro figli mettono le loro vite in pericolo”.

Un appello che fa riflettere e che, speriamo, farà anche tanto discutere.

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