Una zona child-free anche per me, grazie!

child-free-genitori

Dopo diversi viaggi con mia figlia, per la prima volta mi è capitato di imbattermi in alcuni spazi riservati solo agli adulti, le cosiddette zone child-free.

In un caso era un ristorante, si trattava proprio di una sala dedicata esclusivamente agli adulti, in altri, un bar e una piscina, c'erano degli orari nei quali l'ingresso era riservato agli adulti. Lì per lì mi è sembrato strano, se non addirittura esagerato. Tra l'altro ci trovavamo in una struttura cosiddetta family-friendly, dedicata alle famiglie e con particolare attenzione ai bambini. Pur essendoci, ovviamente, anche ospiti senza figli.

Con il passare dei giorni, mi è apparso chiaro il senso di quelle zone child-free.

Probabilmente la scelta di una struttura dedicata alle famiglie aveva completamente stravolto la normale statistica di avere bambini nel luogo di vacanza. Mi trovavo in un posto con una concentrazione particolare e anomala di bambini di tutte le età, da quelli di pochi mesi a quelli di più anni.

Datemi una zona child-free!

Così, ad un certo punto. mi sono trovato anche io a desiderare inconsciamente una zona child-free. E, comunque, ne ho capito l’utilità. Più che altro, dopo aver sentito in alcuni momenti quasi ininterrottamente così tanti pianti di neonati che sembrava di essere in una nursery del un reparto di ostetricia di un ospedale.

Dopo che al momento dei pasti il nostro tavolo veniva assediato da bambini urlanti come gli indiani intorno ad un fortino.

Dopo che ricevevo ripetute botte alla sedia, ringraziando il cuoco di non aver previsto il brodo. Tutto questo mentre i genitori mangiavano e bevevano tranquillamente a distanza di sicurezza, la loro.

Dopo che nella piscina interna dell’albergo schivavo faticosamente, e mia figlia cercava di fare lo stesso, palloni o tuffi a bomba di bambini grandicelli nonostante cartelli di divieto molto esplicativi in bella vista. Tanto che è dovuto intervenire il bagnino per riprendere i genitori di quei bambini spaparanzati sulle sdraio al riparo da schizzi e da pallonate.

Così alla fine, proprio io che avevo tanto bistrattato questa idea delle zone child-free, tacciandola quasi di razzismo nei confronti delle famiglie con bambini, mi sono trovato ad invocare questa benedetta zona franca.

O, a pensarci bene, più che una questione di bambini è un problema di genitori.

Perché, forse, qualche genitore tenta di fare una vacanza in una zona libera da bambini, sì ma dai suoi e a scapito degli altri.

6 comments

  1. Romina Geminati 4 aprile, 2016 at 13:52 Rispondi

    Non occorre andare in vacanza per vederli, ma eliminare il problema non aiuta a risolverlo … se si risolvesse tutto in questo modo … aiuto! Dovremmo avere una zona “cani free”, “antipatici free” …

  2. Marilena Zappalà 4 aprile, 2016 at 14:12 Rispondi

    Penso che ci debba essere comprensione da entrambe le parti: da chi è genitore e da chi non lo è. I genitori devono impegnarsi a non fregarsene dei propri bambini, tenendoli sempre d’occhio e cercando di far rispettare le regole basilari anche ai più vivaci … perché una cosa è essere tra parenti e amici e un’altra è trovarsi con estranei. Dall’altro lato occorre sicuramente più tolleranza perché i bambini fanno parte della nostra società ed è giusto che facciano il loro mestiere: giocare. In slcune situazioni (aereo per esempio)è particolarmente difficile; se mio figlio tira calci al sedile davanti tento in tutti i modi di fermarlo perché so quanto è fastidioso. Qualche calcio partirà comunque quindi il passeggero davanti un minimo di pazienza deve avercela, magari evitando di girarsi scocciato al primo colpetto che sente (se capisco che ho a che fare con un intollerante mi irrigidisco anche io, non ci posso fare nulla!). Condivido le zone “Child free” dove possono avere un senso (per esempio nelle Spa) ma in altri luoghi mi infastidiscono un pò … le rispetto, ovviamente, ma è inutile negare che disincentivano la mia presenza e preferenza, anche senza figli!

  3. C'era una mamma 4 aprile, 2016 at 17:22 Rispondi

    Anche secono me lo stesso problema lo si può trovare dovunque. Ci vorrebbe pazienza da una parte, ma ci sono genitori che davvero quando vanno al ristorante o ai giardinetti liberano le belve e si fanno gli affari propri. Però non è giusto che famiglie con bambini educati e tranquillli debbano magari rinunciare ad entrare in un locale per colpa di chi si comporta male…

  4. Silvia Lento 4 aprile, 2016 at 20:32 Rispondi

    Io so solo che basta vedere al parco dove i bambini vengono lasciati senza il minimo controllo…tanto siamo al parco devono sfogarsi poverini….peccato che forse chi deve sfogarsi in chiacchere sono i genitori

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